L’Esame è andato e da gennaio sarò al terzo anno, il penultimo. Penso a questi due anni trascorsi, alla persona che ero quando ho iniziato la scuola, a chi c’era nella mia vita in quel periodo e alla direzione che volevo la mia vita prendesse. Due anni ed è un’altra vita. Io sono cambiata, in meglio credo. Ho ancora tante insicurezze e spesso mi lascio sconfortare dalle cose che mi dico, quelle in cui non credo davvero, ma che sembrano vere in certi momenti. Ci sto lavorando, tutti i giorni e non mi importa se mi costano lacrime, perchè so che vale la pena. Adesso la mia vita è piena di persone e anche se ne ho persa qualcuna per strada – ma è “perdere” quando sei tu a scegliere? Me lo chiedo ancora – quelle che hanno scelto di esserci, sono importanti per me, fondamentali, talmente fondamentali che penso che se non ci fossero, io, questo “io” fragile di adesso, si sentirebbe perso. Sarebbe perso. E la direzione che volevo prendesse? Beh, la vita è quello che ti succede mentre fai altri progetti. Puoi programmare quanto ti pare, meglio farlo, perchè ti senti padrone, ma la verità è che le cose più belle sono quelle che non avresti voluto, di cui temevi le conseguenze, quelle che accadono nei momenti bui della tua esistenza. Ci vuole un grande coraggio per accettarle, per non farsele scappare. Ma, una volta che il coraggio l’hai trovato, ti rendi conto che la tua vita non sarebbe potuta essere diversa, che doveva andare così. Se non, forse non l’avresti saputo, solo immaginato magari e forse avresti vissuto bene lo stesso, ma ora è tutta un’altra storia. Sono felice oggi e consapevole che questa felicità ha una prezzo e va bene così, tutte le cose di valore lo hanno. La cosa difficile da cambiare è il mio cinismo, il mio non credere a niente, ma come una mia amica porta sulla pelle “Se niente importa, niente è da salvare” quindi nemmeno noi stessi. Sono felice di rinunciare alla mia corazza se vuol dire salvarsi.